Cos’è il Cytotoxic test e quando si utilizza
Prove tossiche alimentari sul sangue
Il Cytotoxic Test detto anche Cytotest, serve per identificare eventuali Intolleranze Alimentari che possono creare “disturbi”, “sintomi”, “patologie” a carico di vari organi.
Nei trattati di Ecologia Clinica, settore della Medicina che si occupa delle patologie causate all’uomo dall’ambiente esterno e in particolare quelle derivanti dall’alimentazione, la metodica del Cytotoxic test viene accreditata dell’80-85% di attendibilità.
Il metodo di analisi Citotossico deriva dallo studio degli immunologi anglosassoni Squier e Lee che nel 1947 osservarono in vitro una diminuzione del numero dei leucociti (globuli bianchi) nel sangue di pazienti posto in incubazione con sostanze allergizzanti.
Nel 1959 il noto immunologo Byron Waksman, pubblicò numerosi studi sugli effetti di citotossicità delle reazioni antigene-anticorpo sulle cellule.
Ulteriori perfezionamenti del metodo furono conseguiti nel corso degli anni da vari studiosi fino ad arrivare a Bryan & Bryan che hanno “codificato” la metodica rendendola semplice, affidabile e soprattutto ripetibile.
In pratica il test Citotossico consiste nel porre a contatto il siero e i leucociti del paziente con sospetta intolleranza, con vari estratti alimentari.
La reazione delle cellule leucocitarie evidenzierà il possibile elemento intollerato e la gravità dell’intolleranza.
Tra i vari metodi diagnostici, il Cytotoxic test presenta un’elevata percentuale di successo di indagine sulle
intolleranze alimentari ed è pertanto da considerare tra i migliori dei metodi non convenzionali, lo conferma anche la sua progressiva diffusione e i numerosi accreditamenti.
Eliminando gli alimenti a cui si è risultati positivi, vi è una risoluzione molto elevata dei problemi dovuti alle intolleranze alimentari;
l’indagine di laboratorio va eseguita da specialisti con elevata esperienza di lettura in vitro delle reazioni cellula-alimento.
Il test citotossico sul sangue si basa sul principio che gli estratti di cibo verso i quali il paziente è clinicamente sensibile indurranno un visibile danno o variazione ai leucociti che verranno in contatto con le sostanze allergeniche.
I leucociti del paziente sono posti a contatto con estratti di sostanze alimentari ed osservati in vitro al microscopio; una reazione positiva è evidenziata dal cambiamento morfologico delle cellule bianche.
L’utilizzo del test citotossico è ampiamente diffuso nell’uso clinico.
Brevemente, l’indagine effettuata in vitro al microscopio viene eseguita su plasma del paziente opportunamente centrifugato per ottenere la separazione del siero e delle altre cellule tra le quali in particolare i leucociti che a contatto con gli estratti alimentari potenzialmente allergenici modificheranno la loro struttura definendo quindi tre gradi di possibile gravità in base alla modifica dimensionale che può arrivare, nei casi più gravi di sensibilità, alla rottura delle pareti cellulari.
Vanno inoltre osservati anche alcuni effetti sulla disposizione in vitro dei globuli rossi e delle piastrine.
La classificazione delle reazioni delle cellule agli alimenti
Primo grado: – nessuna modificazione strutturale significativa delle cellule -disposizione- impilamento normale dei globuli rossi normocromici.
Secondo grado: – reazione moderata con aumento del volume cellulare e formazione di vacuoli all’interno delle cellule -disposizione- impilamento normale dei globuli rossi normocromici.
Terzo grado: -reazione grave con la rottura della membrana citoplasmatica cellulare -disposizione- impilamento anomala dei globuli rossi che inoltre tendono all’ipocromia.
Quarto grado: -reazione estrema con disgregazione delle cellule fino alla citolisi -disposizione- impilamento quasi assente dei globuli rossi ipocromici.

Gli alimenti che hanno creato reazioni positive dal secondo al quarto grado dovranno essere eliminati dalla dieta per un periodo di tempo che varierà a seconda della gravità delle reazioni di intolleranza osservate.
Ad esempio, per una reazione di secondo grado (tra le più frequenti), il periodo di astinenza deve essere di tre-quattro mesi, Solo con l’esclusione dalla dieta degli alimenti intolleranti si potrà permettere all’organismo un’adeguata e duratura disintossicazione con la conseguente scomparsa dei sintomi e degli effetti dell’intolleranza.
Ecco le principali patologie legate alle intolleranze alimentari
Sistema nervoso centrale: – cefalee ricorrenti (emicrania-nevralgia) – scarsa concentrazione – equilibrio alterato – depressione – iperattività – umore variabile – astenia ricorrente – torpore mentale – vertigini – tinnitus – crisi convulsive.
Apparato genito – urinario: – irritazioni vaginali – cistiti ricorrenti – enuresi – sterilità – amenorrea – dismenorrea.
Apparato respiratorio: – congestione nasale – rinite – sinusite – catarro – asma – bronchiti ricorrenti – tosse – otite.
Derma: – eczemi – eruzioni – orticaria – acne – psoriasi.
Apparato muscolo scheletrico: – dolenzia articolare ricorrente – artrite giovanile – crampi muscolari – mialgia.
Apparato gastro intestinale: – nausea – aerofalgia – meteorismo – gastralgia – sindrome del colon irritabile – morbo di Chron.
Apparato cardio circolatorio: – ipertensione – angina cardiaca – tachicardia.
Patologie generali: – linfoadenopatia tonsillare – obesità – anoressia – fatica cronica – dismetabolismo.
Le patologie derivate dalle intolleranze alimentari spesso si manifestano a carico di un organo specifico detto “organo bersaglio” che varia per ogni individuo in quanto è possibile che ognuno di noi presenti una parte dell’organismo più debole e quindi più soggetta alle conseguenze negative dell’intossicazione alimentare.
Si teorizza che “l’organo bersaglio” dipenda da una predisposizione genetica o da traumi debilitanti subiti nel corso della vita.
Normalmente la persona soggetta a fenomeni di intolleranza alimentare può presentare anche una serie di sintomi accessori quali:
– Astenia ricorrente e non alleviata da riposo
– Alitosi specialmente se si presenta al mattina
– Afte orali
– Palpitazioni cardiache (importanti quelle che insorgono dopo un pasto)
– Alternanza di peso (senza apparenti squilibri nutrizionali)
– Aerofagia
– Meteorismo
– Difficoltà digestive
– Nausea
– Edemi (importanti quelli del mattino a carico degli arti inferiori o superiori)
– Torpore mentale (importante quello dopo i pasti)
– Ipersudorazione (naturalmente non per attività fisica)
– Prurito (senza causa apparente)
– Vertigini (non legate a ipotensione)
– Crampi agli arti inferiori (importanti quelli notturni), etc…
N.B. In caso di necessità o richiesta del CITOTOXIC TEST, viene effettuato un prelievo di una piccola quantità di sangue, circa 3 cc. (non è necessario essere a digiuno).
L’esito del test viene consegnato nell’arco di pochi giorni.
Oltre al Cytotest ( test integrativo ), offro una gamma completa di test e valutazioni personalizzate per aiutarti a raggiungere i tuoi obiettivi di benessere e migliorare la tua alimentazione:
- Mineralogramma ( test integrativo ): un’analisi del capello che consente di identificar possibili squilibri minerali e carenze nutrizionali, fornendo un quadro dello stato di salute dell’ organismo.
- Odor Test ( Test del metabolismo ): un test che misura la percezione olfattiva di una persona ad alcune sostanze, che è influenzata dalle sue caratteristiche biochimiche.
Il test indica il tipo di metabolismo intermedio del soggetto, che permette di programmare un piano nutrizionale più “mirato”. - Bioimpedenza: un esame che fornisce la distribuzione dei liquidi corporei del metabolismo basale, della massa muscolare, della massa grassa e da altri parametri utili per una valutazione qualitativa e quantitativa del composizione corporea. E’ utile per monitorare “l’andamento” del percorso nutrizionale.
- Plicometria: test utile in alcune situazioni, che permette di valutare la percentuale di massa grassa.